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5 aprile 2017

Dopo la patologia descritta alcuni anni fa del dito a scatto da sms che affligge soprattutto gli adolescenti,  è stata descritta un'altra nuova malattia legata all'uso / abuso di smarthphone, tablet, pc e si tratta della TEXT NECK SYNDOME che consiste in un insieme di sintomi e fastidi provocati dal fissare troppo a lungo display di questi apparecchi mettendo a rischio la salute della nostra colonna ed in particolare del collo.

 

19 gennaio 2017

Domenica 29 gennaio 2017 alle ore 13,00 , nell'ambito della manifestazione fieristica WE LOVE BIO che si terrà all'Obi Hall di Firenze, la Dottoressa Tiziana Soncini, medico specializzato in omeopata e fitoterapia,  terrà una lezione magistrale sull'uso pratico degli integratori dal titolo:

"Integrazione, come quando perchè; intanto evitiamo di fare danni"

che affronterà i vari aspetti dell'attuale diffusa abitudine di ricorrere all'uso di integratori alimentari, mettendo però in guardia da eventuali abusi o mal utilizzo sia nella vita quotidiana che nelle attività sportive.

 

 

9 gennaio 2017

 

.....meningite ....non solo vaccinazione.....

 

11 novembre 2016

" la vitamina C reattiva " ?????

10 ottobre 2015

Organizzato da Edi Ermes il corso su Osteoporosi, prevenzione delle cadute e delle fratture

Anche quest'anno si terrà a Milano nei giorni 28 e 29 novembre prossimi presso la sede di edi-ermes il corso su " OSTEOPOROSI - Elaborazione dei protocolli di esercizi per la prevenzione della perdita ossea e muscolare " basato sull'esperienza ormai ultra decennale di Stefano Guidotti e Paola Branchi, rispettivamente medico ortopedico fisiatra e terapista della riabilitazione. Insieme operano nella prevenzione della perdita ossea e muscolare attraverso l'attività fisica e l'acquisizione di uno stile di vita adeguato che tenga conto dei diversi fattori di rischio individuali e le possibili condotte alimentari e comportamentali finalizzate ad intervenire in modo significativo sulla salute del proprio apparato scheletrico e muscolare.

Sappiamo che le cadute rappresentano la prima causa di morte o lesioni personali gravi tra gli anziani in strutture sanitarie per cui ogni intervento rivolto alla prevenzione delle fratture deve rappresentare un obiettivo primario per organizzatori ed operatori del settore.

Quest'anno la grande novità è rappresentata dalla identificazione della irisina come importante elemento di comunicazione tra muscolo ed osso, un altro piccolo tassello che contribuisce alla definizione del complesso quadro del ruolo dell'esercizio fisico nella prevenzione della perdita di tessuto osseo.  Tutto questo e tanto altro, dai vantaggi del Pilates, all'esperienza mutuata del Tai Chi, all'attività in acqua tanto discriminata in questo campo, sarà oggetto delle 16 intensissime ore del corso. Buon Lavoro ! 

 

2 ottobre 2015

Palacios e collaboratori hanno pubblicato sulla rivista Menopause  i risultati sull'efficacia anti-fratturativa e la sicurezza a lungo termine di bazedoxifene, un modulatore selettivo dei recettori estrogenici (i cosiddetti SERM) , in grado di  diminuire il riassorbimento osseo, riducendo i marcatori biochimici del turnover osseo fino al livello premenopausale. 
I risultati hanno confermato l'efficacia sostenuta e la sicurezza del trattamento fino a 7 anni in donne affette da osteoporosi postmenopausale.

Il farmaco, sviluppato da una multinazionale americana e approvato dall'EMA nel 2009 per il trattamento dell’osteoporosi post-menopausale in donne con aumentato rischio di fratture, è appunto un SERM, una classe di farmaci che agisce sui recettori degli estrogeni. La donna in menopausa presenta diminuiti livelli di estrogeni, e ciò causa la mancata fissazione del calcio a livello osseo, con conseguente fragilità ossea, osteoporosi e aumento di fratture. I SERM possiedono la peculiarità di agire da agonisti solo a livello osseo, ma non hanno attività su seno e utero, pertanto non favorirebbero l'incidenza di tumori. 
Lo studio pubblicato è uno studio di estensione, della durata di 2 anni, che rende conto dei dati di efficacia e di sicurezza di bazedoxifene a 7 anni dall'inizio della terapia, alla dose di 20 mg.

I risultati di questo secondo studio hanno sostanzialmente confermato i trend osservati in studi precedenti: a 7 anni, l'incidenza cumulativa di nuove fratture vertebrali è risultata inferiore in modo statisticamente significativo nei gruppi trattati con bazedoxifene indipendentemente dalla dose di partenza (6,4%) che unicamente con bazedoxifene 20 mg (7,6%) rispetto al gruppo placebo (9,9%). La riduzione di rischio relativo vs. placebo è stata pari al 36,5% e al 30,4% nelle pazienti trattate con il SERM (p<0,001 in entrambi i casi).

Quanto alle variazioni medie di densità minerale ossea (DMO) rispetto alle condizioni iniziali a livello della colonna lombare, queste sono risultate pari, rispettivamente, al 2,95%, al 2,73% e al 2,19%.

La riduzione a 7 anni della DMO a livello dell'anca è risultata, invece, di entità significativamente inferiore nei gruppi trattati con bazedoxifene (- 1,15% e -1,19% rispettivamente) rispetto al gruppo placebo (-2,53%; p ≤ 0,002).

Il SERM, inoltre, si è caratterizzato per un profilo di sicurezza/tollerabilità fino a 7 anni, con un'incidenza sovrapponibile tra gruppi di eventi avversi (AE), AE seri e frequenza di abbandono dello studio. 
Vampate e crampi agli arti inferiori sono stati più frequentemente rilevati nel gruppo di pazienti trattate con bazedoxifene, in maniera simile a quanto osservato con raloxifene (gruppo di controllo attivo) nello studio base.

Focalizzando l'attenzione sulle questioni di sicurezza, anche in questo caso non sono state documentate evidenze di stimolazione endometriale o mammaria a seguito del trattamento con il SERM, né tanto meno è stato osservato un incremento del rischio di coronaropatia o ictus cerebrale.
Il trattamento con bazedoxifene è risultato associato ad un'incidenza più elevata invece di tromboembolismo venoso (TEV), in particolare trombosi venosa profonda (TVP), rispetto al gruppo placebo. Va sottolineato come da questo studio le donne con storia di TEV, ictus o TIA, perché  come tutti i SERM  bazedoxifene è controindicato, infatti, nelle donne con problemi di coagulazione sanguigna”.

In conclusione, i risultati di questo secondo studio di estensione a 7 anni confermano le osservazioni a favore dell'efficacia di bazedoxifene nel trattamento a lungo termine dell'OP in donne in postmenopausa. Il farmaco riduce l'incidenza di nuove fratture vertebrali e migliora la DMO a livello della colonna lombare. Inoltre, il trattamento è  risultato ben tollerato, non ha indotto nuovi problemi di safety rispetto a quanto già noto in precedenza e, soprattutto, non induce stimolazione endometriale e mammaria.

 

 

10 settembre 2015

Dalla ricerca una possibile spiegazione al benefico effetto dell'esercizio fisico sulla densità ossea.

Una sostanza prodotta dal muscolo durante l'esercizio fisico potrebbe tra l'altro spiegare come comunichino tessuto muscolare e tessuto osseo al fine di mantenere un adeguata resistenza ossea di fronte ad una richiesta di maggior performance. E' noto infatti da tempo che una maggior attività muscolare induca un secondario adattamento osseo alla nuova richiesta funzionale, ma non ben chiari sono i meccanismi meccano-fisici o biochimici che realizzino questi effetti. Cioè non è ben conosciuto come muscolo e osso comunichino tra di loro. C'è sicuramente un diretto rapporto tra trofismo muscolare e trofismo osseo, ma servirebbe comprendere meglio come sfruttare al meglio questo effetto anabolizzante del muscolo sull'osso.

In questo contesto la miglior comprensione del ruolo della irisina, ormone prodotto in gran quantità dal muscolo durante l'attività fisica, oltre che nel trasformare il grasso bianco in grasso bruno metabolicamente molto più attivo e adatto a bruciare calorie, potrebbe aiutarci a meglio sfruttare l'esercizio al fine di migliorare la massa ossea e la sua resistenza nella prevenzione e cura dell'osteoporosi.

La sostanza era stata individuata alcuni anni fa nei topi ma non aveva suscitato allora particolare interesse, mentre nuovi studi a cui hanno partecipato anche ricercatori italiani hanno risvegliato interesse e speranze. Seguiremo da vicino i prossimi sviluppi.

 

14 agosto 2015

Ricetta "svedese" per una buona salute del cuore negli over 60

E' sufficiente una tranquilla camminata al giorno o un bel giro in bicicletta per proteggersi dallo scompenso cardiaco dopo i 60 anni. Lo dimostra uno studio appena pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology: Heart Failure che dimostra come un’attività fisica moderata sia un toccasana contro lo scompenso cardiaco, malattia per la quale i farmaci da soli non risultano realmente efficaci. Un vasto studio osservazionale condotto in Svezia su oltre 33 mila maschi ultra sessantenni dimostra che venti minuti al giorno sembra essere la dose ideale. Non solo la sedentarietà infatti, ma anche gli eccessi sportivi fanno aumentare il rischio di scompenso.
E lo studio dimostra anche che non è mai "troppo tardi" per iniziare a muoversi; adottare un comportamento ‘sportivo’ ragionevole giova maggiormente che essere stati dei grandi sportivi in passato.
A soffrire di scompenso cardiaco sono circa 23 milioni di persone nel mondo; il rischio di ammalarsi di scompenso nel corso della vita di ognuno è pari al 20% e va aumentando con la progressiva e sempre maggiore longevità della popolazione. I risultati dimostrano che il rischio maggiore di scompenso cardiaco si riscontra nei maschi impegnati in livelli di attività fisica intensa (rischio del 47%) o minima (rischio del 51%), rispetto ai soggetti che svolgono un’attività fisica moderata. Andando ad analizzare i vari tipi di attività fisica, gli autori dello studio hanno evidenziato che quella migliore per il cuore, è camminare o andare in bicicletta 20 minuti al giorno. Questo tipo di attività è risultata associata infatti ad una riduzione del rischio di scompenso cardiaco del 21% e alla più lunga sopravvivenza senza scompenso cardiaco. Le persone dedite ad un’attività fisica moderata, alle quali veniva fatta diagnosi di scompenso cardiaco nel corso dello studio erano in media 8 mesi più anziane degli scompensati sedentari. Sembrano cose ovvie o scontate ma questo dimostra anche come in medicina sia difficile trovare la dose "giusta" per la salute anche delle cose ritenute "buone". Non a caso, nel nostro piccolo, da anni ci scervelliamo per trovare la dose giusta di attività fisica per la prevenzione e cura dell'osteoporosi.

 

10.07.2015

.....roba da chiropratici esperti ..........

28 aprile 2015

Oibò....le cadute come prima, anzi primissima causa di morte o grave danno alla persona nelle strutture sanitarie

E' stato pubblicato in questi giorni dal nostro Ministero della Salute il 5° rapporto sui dati relativi alle segnalazioni pervenute dal 2005 al 2012 sugli eventi sentinella volti a creare e rafforzare i sistemi di reporting degli aventi avversi per disporre del maggior numero di informazioni possibili nell'ottica del miglioramento della qualità e della sicurezza delle cure. E' in atto infatti un processo per il quale i sistemi e le politiche sanitarie all'interno dell'Unione Europea stanno diventando sempre più interconnesse nell'ottica di garantire ai cittadini comunitari gli stessi diritti in tutti i paesi membri. Ovviamente nei propositi le nostre politiche sanitarie pongono la prevenzione degli eventi avversi e la sicurezza delle cure tra gli interventi necessari e prioritari.

Al primo posta saltano all'occhio le cadute ( quasi il 25 %, cioè una su quattro !) mentre la morte o il grave danno imprevisto conseguente ad intervento chirurgico, evento molto temuto nell'immaginario collettivo, ad esempio, è al sesto posto ( poco più del 7 % ).

Altrettanto interessante è capire la sede dove avvengono maggiormente le cadute: nei reparti di degenza, in modo particolare di medicina generale, e l'esito finale: la morte nell'oltre il 35% dei casi.

I fattori contribuenti ( ambientali, in particolare le barriere, oltre a farmaci, dispositivi e tecnologie sanitari, mancata osservanza di linee guida, protocolli e raccomandazioni) sono tutti verosimilmente modificabili con adeguati investimenti come la formazione, gli audit ecc ecc.

Riportiamo di seguito la tabella più significativa, le altre sono consultabili sul sito del Ministero.

 

 

Tra le considerazioni finali riportiamo un piccolo estratto, che conferma i buoni propositi di intervento sulla problematica della prevenzione delle fratture:

 

8 aprile 2015

potere degli "ischi"

 

17ottobre 2014

In un mondo ecoguidato....................

Sempre più spesso in medicina, si in ambito diagnostico invasivo che in quello terapeutico, si sente parlare di approccio ecoguidato e quindi agoaspirati, biopsie, infiltrazioni, trattamenti percutanei, onde d'urto, fibrolisi tutti indistintamente eseguiti sotto ecografia! eppure gli esperti ecografisti, quelli veri, non sono poi così tanti e se esiste un esame in medicina caratterizzato da importante criticità sotto il profilo dell'attendibilità soggettiva o operatore dipendente è proprio l'ecografia. Allora qualche dubbio viene alla mente.....

Eccezion fatta per alcune sacrosante indicazioni consacrate dalla "ratio" e dall'esperienza pluridecennale sul campo, il resto francamente lascia un po' perplessi. In ambito riabilitativo alcuni operatori eseguono alcune tecniche solo se ecoguidate: e l'anatomia , i propri occhi, le proprie mani ? Sembrano non avere o dare più certezza.

Ma l'anatomia umana normale come si chiamava una volta è sempre quella, anzi oggi la puoi studiare al computer, la puoi vedere tridimensionale, la "rinfreschi" tutti i giorni con meravigliosi esami TC o RMN, allora una borsa va cercata con l'ecografia ? Quel tendine va documentato sul posto con l'ultima superevoluta sonda ad ultrasuoni supportata dal recentissimo supersonico software proposto da un industria in crisi come quella del settore degli ecografi?  Per ora la rotula è rimasta sempre lì, l'epicondilo pure, anche il sovraspinato pare per ora non essersi mosso.

Senza contare che un eccessivo uso di tecnologia, specie se non giustificato, fa lievitare i costi delle prestazioni, allunga i tempi di esecuzione e talvolta può costituire anche un elemento di rischio in più sotto il profilo della sterilità e della sicurezza, tutti elementi di cui francamente non sentiamo la necessità. Certo se vedi persone che guidano l'auto abbagliati dal navigatore a 10 pollici per andare da casa al lavoro e viceversa, facendo da venti anni la stessa strada non c'è da meravigliarsi. Presto anche le intramuscolari e i vaccini saranno .....tassativamente ecoguidati!  

 

1 ottobre 2014

Organizzato da Edi Ermes di Milano l'evento formativo residenziale sulla prevenzione delle cadute e del rischio di fratture con la docenza di Stefano Guidotti e Paola Branchi

Si terrà a Milano il 29 e 30 novembre prossimi presso la sede di edi-ermes il corso sugli "INTERVENTI PREVENTIVI PER L'OSTEOPOROSI" basato sull'esperienza ormai ultra decennale di Stefano Guidotti e Paola Branchi, rispettivamente medico e terapista della riabilitazione. Da anni operano nella prevenzione della perdita ossea e muscolare attraverso l'attività fisica e l'acquisizione di uno stile di vita adeguato che tenga conto dei diversi fattori di rischio individuali e le possibili condotte alimentari e comportamentali finalizzate ad intervenire in modo significativo sulla salute del proprio apparato scheletrico e muscolare.

L'osteoporosi è legata per una parte a fattori genetici, quindi immodificabili, ed in parte a fattori modificabili che possono derivare dal proprio stile di vita. Naturalmente prima si interviene e meglio è ! E allora: quando cominciare ? Da piccoli ! Il picco di massa ossea si raggiunge all'incirca verso i 30 anni e quello di massa muscolare attorno ai 40 anni, per cui bisogna conoscere bene i campi di intervento possibile ed iniziare a "seminare" per tempo. Studi scientifici non più recenti hanno dimostrato che il tessuto osseo accumulato nelle adolescenti fra gli 11 e i 13 anni anni equivale al tessuto perso durante i 30 anni seguenti la menopausa. Ma pochi ne parlano e pochissimi ne sono a conoscenza !

E' importante sapere che per la salute delle ossa oltre ad adeguata attività fisica servono apporti adeguati di calcio e vitamina D e che il primo si può assumere dagli alimenti attraverso una dieta specifica ma che il discorso non vale assolutamente per la vitamina D ! Si sa che negli ultra cinquantenni si perde l' 1 - 2 % di massa muscolare all'anno e che senza un adeguata forza muscolare si rischia maggiormente di cadere e di rompersi il polso o il collo femorale. E allora parchè non eseguire determinati sport nel tempo libero anziché altri ? perché non assumere una quantità e tipo di proteine più idonee a farci mantenere un muscolo trofico e con maggiore quantità di fibre veloci che sono quelle che ci servono per riprenderci quando inciampiamo ?

Tutto questo e tanto altro, dai vantaggi del Pilates, all'esperienza mutuata del Tai Chi, all'attività in acqua tanto discriminata in questo campo, sarà oggetto delle 16 intensissime ore del corso. Buon Lavoro ! 

 

24 settembre 2014

Inefficienza, sprechi e corruzione pesano gravemente sui bilanci della sanità pubblica

Secondo il Libro bianco 2014 di Ispe-Sanità ((l'Istituto per la promozione dell'etica in sanità) il costo stimato della corruzione nella sanità italiana ammonterebbe a sei miliardi di euro, ovviamente sottratti alle cure dei malati. Se si aggiungono poi sprechi e inefficienze, questi  farebbero raggiungere facilmente la cifra di oltre 23 miliardi di euro. "In Italia la corruzione prima ancora di essere un fenomeno criminale è un fenomeno culturale ed è legato ad una ripetizione generale, costante ed uniforme di determinati comportamenti in determinate circostanze. Ed in sanità la corruzione si è eretta spesso a regola non scritta, a consuetudine, entrando a pieno titolo, in alcune realtà, tra le pratiche normali di vita quotidiana ed è stata interpretata come strumento per il superamento di ostacoli burocratici e temporali" ha affermato Francesco Bevere, direttore generale dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas).

Tra le varie proposte avanzate dai tecnici per arginare il fenomeno si è prospettato anche una specie di "Daspo a vita" dalla pubblica amministrazione sanitaria per chi si macchia di reati di corruzione in sanità, una sorta di "confisca" alla Robin Hood, che vada ad alimentare un fondo per tutelare chi denuncia, e l'istituzione degli provocatori, cioè funzionari in borghese che mimano un atto corruttivo per vedere la reazione dei funzionari della Pubblica Amministrazione. Speriamo......Vedremo.....Sarebbe l'ora........

 

5 settembre 2014

Previsto nei prossimi anni un massiccio esodo di medici dal SSN

Secondo l ANAAO nei prossimi anni assisteremo ad una e vera emorragia di medici dal sistema sanitario pubblico. Entro il 2016 potrebbero andare in pensione per raggiunti limiti di età dai 7 agli 8 mila medici. E' questo infatti l'effetto della norma inserita nel testo di riforma della Pa - in discussione alla Camera - che permette alle amministrazioni di pensionare d'ufficio tutti i dipendenti che hanno raggiunto il massimo dei contributi previdenziali (42 anni e 6 mesi), e che abbiano - per quanto riguarda i medici - un'età anagrafica di almeno 65 anni. E' quanto emerge da un'analisi condotta per l'Adnkronos Salute dall'Anaao Assomed. "In base al conto annuale dello Stato 2012 - spiega il principale sindacato della dirigenza medica - i medici dipendenti del Ssn con un'età superiore a 65 anni erano 1.300, quelli con età tra 60 e 64 anni erano 13.000. Si può quindi ragionevolmente prospettare che nell'arco di tre anni (dal 2014 al 2016) la platea interessata sarà di circa 7.000-8.000 unità". E il futuro non sembra promettere nulla di buono. Secondo una recente indagine dell'Anaao giovani - che ha analizzato i dati forniti dalla Federazione degli Ordini dei medici, dall'Enpam, del ministero dell'Istruzione e dalla Ragioneria generale dello Stato sulle curve di pensionamento, fabbisogni specialistici e numero chiuso per l'accesso alle scuole di medicina e chirurgia - tra pensionamenti e numero sempre più esiguo di specializzandi, tra 10 anni mancheranno all'appello oltre 15.000 medici specialisti nel Ssn.
Il problema è costituito soprattutto dal percorso formativo che rende sempre più difficile il ricambio fra nuove e vecchie generazioni. Secondo l'indagine, l'unica via d'uscita è mettere mano ad una nuova programmazione sanitaria puntando su due priorità: l'imbuto formativo, risultato dallo scarto tra numero chiuso per l'accesso alle scuole di medicina e chirurgia e l'offerta formativa post-laurea, e il precariato medico, generato sia dal blocco del turnover che da riforme pensionistiche sempre in itinere che rinviano l'uscita dal sistema.

Tutto questo prima ancora che il governo avesse proclamato il blocco degli stipendi degli statali anche per il 2015, fattore che potrebbe influire ulteriormente su scelte verso il pre-pensionamento anche di fasce d'età inferiore.

 

27 agosto 2014

Anche l'occhio vuole la sua parte....tra farmaci "brand" e "generici".....

Forma e colore delle pastiglie sono fattori condizionanti l’aderenza e persistenza alla terapia. Questo è quanto emerge con chiarezza da uno studio pubblicato sugli Annals of Internal Medicine dai ricercatori del Brigham and Women’s Hospital di Boston. Gli autori dopo aver studiato più di 10 mila pazienti dimessi per problemi cardiaci tra il 2006 e il 2011, hanno evidenziato che il cambiamento della forma e del colore delle pastiglie determinava la sospensione della terapia rispettivamente nel 66% e 34% dei casi. Nel campione in esame si trattava di pazienti seguiti dopo infarto del miocardio e dimessi con una prescrizione di farmaci generici. E’ interessante il confronto di queste percentuali di drop-out e di non aderenza con altri dati della letteratura che confermano, in soggetti post infarto del miocardio (IMA), percentuali di non aderenza del 32,0% per i beta-bloccanti, 24,0% per le statine, 22,7% per gli ACE/ARBs, 18,3% per aspirina/clopidrogel e 50,0% per trattamenti basati sull’evidenza (EBT).  In questo studio i fattori che hanno dimostrato di ridurre significativamente l’aderenza erano: età > 74 anni, comorbidità, scarsa copertura sanitaria del pazienti. La non aderenza di questi soggetti agli EBT dopo IMA aumentava significativamente la mortalità e nuovi ricoveri ospedalieri.

Il dato porta gli autori a considerare una certa responsabilità attribuibile agli Enti Regolatori. La Food and Drug Administration (FDA) non richiede infatti che le compresse di generici abbiano  colore o forma simili: i prodotti sono comunque bioequivalenti. Il problema della persistenza legata all’aspetto esteriore del medicinale era stato peraltro stressato lo scorso anno dalla stessa FDA che ha poi emanato linee guida non vincolanti per le aziende farmaceutiche, raccomandando di considerare questo effetto sui pazienti. Gli studiosi di Boston hanno concluso il proprio lavoro sostenendo che l’Agenzia di regolamentazione dovrebbe forse richiedere ai produttori di generici di fornire medicinali corrispondenti anche nell’aspetto agli originators.  Una scelta di questo genere potrebbe avere effetti non solo “estetici”, ma anche “clinicamente rilevanti”.

Questi dati, di fonte autorevole, confermano le risultanze di una survey del 2012 preparata da SNAMID ed effettuata su 273 medici dopo la allora manovra di Spending Review. Anche i medici italiani avevano affermato che in circa il 60/70% dei pazienti potevano avvenire modificazioni del ciclo terapeutico, per non assunzione o assunzione moltiplicata, determinate dalla fornitura da parte della farmacia di prodotti equivalenti di marche diverse con aspetti quindi diversi. Il problema è stato posto all’attenzione delle Autorità Italiane competenti, ma tuttora l’unico modo possibile per avere un’aderenza/persistenza per quanto ottimale è non cambiare prodotto, cosa possibile solo con il farmaco di marca.

 

13 giugno 2014

La carenza di specialisti ortopedici diventa un emergenza nazionale

Continua ad essere drammatica, anche se regolarmente ignorata dai più, la progressiva mancanza di disponibilità sul mercato di medici specialisti già formati in ortopedia e traumatologia. Il problema, in parte mitigato dal sacrificio e senso di responsabilità di molti colleghi durante l'anno, si acuisce nel periodo estivo, quando ci sono da fare i conti con le assenze per ferie e lo spostamento di ingenti masse di cittadini dalle città ai luoghi di villeggiatura, con ospedali spesso dotati di organici già risicati per il lavoro ordinario.

Regolarmente nelle parti più disparate del paese compaiono sulla stampa articoli allarmanti dell'ultimo minuto che parlano di turni scoperti, di straordinari infiniti ed anche purtroppo di inevitabili per fortuna rari casi di disavventure o guai più o meno gravi. Però passata l'emergenza del momento, poi tutto torna come prima e tutti tornano a dimenticarselo, soprattutto chi dovrebbe programmare, prevedere e governare il problema che ormai ha radici almeno decennali. La chirurgia di elezione, programmata, viene in qualche modo rinviata o dirottata altrove, con disagi e costi ulteriori per pazienti e familiari. Ma il problema più rilevante è quello della traumatologia che richiede interventi pronti ed adeguati, dove anche il tempo di attesa di un intervento può diventare elemento determinante nell'assicurare il successo.

Verrebbe da pensare che già ora quella degli ortopedici è una "specie" in "estinzione" anche se non sono purtroppo ancora partiti i programmi di tutela o di protezione, degni di alcune altre specie animali che tutti conosciamo, ma non di questi professionisti. 

A quando le campagne di "Save Orthopaedics" ?

 

01 giugno 2014

Nuove implicazioni della malpractice

Se il medico deve mantenere il figlio altrui...
Per il pasticcio di un medico di famiglia, una donna sposata che non voleva avere bambini per le precarie condizioni economiche, prese un cerotto per la menopausa al posto di quello anticoncezionale e la gestazione proseguì fino alla nascita del bambino. Ora, per il Tribunale di Milano, il medico dovrà contribuire a mantenere il nuovo nato per 20 anni: la sentenza 16021 del 10 marzo condanna il professionista a versare in tutto 117 mila euro per concorrere all'istruzione del giovane; non oltre, poiché, data la condizione disagiata della famiglia si suppone che il ragazzo non frequenterà atenei. Sul tema è intervenuto Antonio Panti, Presidente dell'Ordine dei Medici di Firenze, medico di famiglia ed esperto di temi etici con la nota che segue. "La sentenza milanese suscita qualche stupore. Non vi è dubbio che il medico abbia compiuto un errore professionale dal quale è seguita una conseguenza non voluta che può essere valutata come "danno" nella misura in cui una gravidanza indesiderata comporta ambasce, spese, cambiamenti nei programmi di vita della coppia. Qualcuno potrebbe chiedersi perché la signora, di fronte a una gravidanza non voluta, non abbia abortito. Una domanda improponibile perché vuol indagare sulla coscienza individuale. Allora la gravidanza come causa di danno: risarcibile? E perché? "E' funesto a chi nasce il dì natale", è stato detto, ma non credo che Leopardi possa fare giurisprudenza. Altresì, anche se non voluti, i figli "so piezz'e core". Può essere risarcita la nascita? Altra domanda difficile. Comunque il nesso causale tra l'agire del medico e la gravidanza indesiderata forse c'è davvero e quindi le spese ad essa connesse e il disagio morale sarebbero degni di risarcimento. Ma il medico è stato condannato a mantenere materialmente questo figlio che, tuttavia, ha un padre biologico ed è frutto del rapporto di coppia, anche se in questo caso volto soltanto al mero ristoro della concupiscenza. Insomma una sorta di "sangiuseppizzazione" del medico, che diventa padre putativo ed espia la sua colpa pagando in euro il sostentamento del bebè. Sul piano deontologico non vedo infrazioni, sul piano civilistico il ragionamento del magistrato qualche perplessità la lascia. Tra l'altro perché limitare l'istruzione del pupo ai venti anni (un giudizio classista!) perché le condizioni familiari non consentiranno mai la frequenza universitaria? E se il bimbo si rivelasse un genio e dovessimo un giorno ringraziare il medico per il suo benefico errore? Ultima citazione: "diligite justitiam qui judicatis terram"! Il padre Dante ha sempre ragione"  ( da Toscana Medica News del 22.05.2014 a cura dell' Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Firenze )

24 maggio 2014

una nuova malattia della donna , la "MONOPAUSA"

 

16 maggio 2014

Prossimamente il "bugiardino" dei farmaci sarà ancor meno "bugiardo"........

Dal prossimo giugno in tutte le farmacie, il cittadino che acquisterà un farmaco su cui sia intervenuta una modifica delle informazioni di sicurezza nel Foglio Illustrativo all’interno della confezione riceverà dal farmacista un Foglio Illustrativo aggiornato, secondo le indicazioni dell’Agenzia Italiana del Farmaco.

Il cosiddetto "bugiardino" sarà quindi aggiornato in tempo reale anche per le confezioni di farmaco già entrate in distribuzione.

Con la Determinazione N. 371 “Criteri per l’applicazione delle disposizioni relative allo smaltimento delle scorte dei medicinali”, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 3 maggio scorso, l’AIFA ha infatti disciplinato le modalità di attuazione delle norme in vigore, che prevedono la consegna al cittadino da parte dei farmacisti del Foglio Illustrativo aggiornato e consente alle farmacie e agli altri esercizi abilitati alla vendita di farmaci di dispensare fino a esaurimento le scorte, anche quando siano intervenute modifiche del Foglio Illustrativo.

Infatti fino ad ora interi lotti di farmaci perfettamente integri e quindi sicuri ed efficaci venivano ritirati per il solo fatto di essere invendibili per la mancata conformità del bugiardino. Talvolta poteva anche essere messa a rischio la continuità terapeutica in caso di non perfetto allineamento tra i tempi di ritiro dei lotti e la fornitura di quelli con Foglio Illustrativo aggiornato. Ogni anno sono migliaia le variazioni dei Fogli Illustrativi approvate dall’AIFA (oltre 5.000 nel solo 2013) che devono essere riportate nei nuovi lotti dei medicinali. Può trattarsi di aspetti di natura amministrativa, che non hanno alcun impatto sulla salute dei cittadini, ma anche di nuove evidenze scaturite dalla pratica clinica o da recenti studi. In questi casi, le aziende titolari dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio erano tenute fino a oggi al ritiro e alla sostituzione dei lotti contenenti i Fogli Illustrativi non aggiornati, che andavano distrutti con conseguente spreco di farmaci perfettamente integri e sicuri (poiché non è consentito aprire e manomettere la confezione del medicinale) e inevitabile impatto sui costi generali e sull’ambiente.

Il farmacista consegnerà il Foglio Illustrativo aggiornato al cittadino al momento dell’acquisto e potrà fornirgli le necessarie informazioni. Queste saranno sicuramente necessarie perché all'inizio la novità, se pur interessante e ampiamente giustificata, lascerà le persone un po' stupite e forse anche preoccupate visto il crescente sentimento di diffidenza verso i farmaci tradizionali e soprattutto verso " il sistema" dell'industria del farmaco e degli interessi economici che girano attorno.

Una curiosità: il termine popolare "bugiardino", ormai in uso in tutto il paese, che indica il Foglio Illustrativo ( in inglese Patient information leafletsPILs ) sembra derivare dal fatto che in Toscana, in particolare nel senese, si indicava in passato, con il termine bugiardo, la locandina dei quotidiani esposta fuori dalle edicole. Da qui, riducendo le dimensioni del foglio, si sarebbe chiamato bugiardino il foglietto illustrativo dei medicinali.

 

22 marzo 2014

In occasione degli incontri che si terranno quest'anno presso la Biblioteca Pietro Thouar del Comune di Firenze, per commemorare i 100 anni dalla sua fondazione, il Dr Stefano Guidotti e la Dr.ssa Tiziana Soncini tratteranno il tema della Fibromialgia nell'ambito del progetto Parole di salute...@lla tua biblioteca. L'incontro che si terrà il 9 giugno alle 17,00 ha un titolo volutamente provocatorio e dissacrante, vista la particolare complessità della malattia e la sua non sempre adeguata considerazione anche nella medicina e nelle istituzioni. Il titolo: La sindrome S.T.U.D. ( "Son Tutta Un Dolo") e la fibromialgia tra storia, sofferenza e indiffrenza " nasce dalla esperienza di tanti anni in ambito medico a Firenze e in Toscana, dove il modo di esprimersi talvolta sintetico ma altrettanto disperato delle pazienti trovava un ulteriore sintesi, se mai ce ne fosse bisogno, in una sigla, appunto S.T.U.D., che veniva addirittura riportata nelle cartelle ospedaliere come se quella sigla fosse stata coniata dopo approfondite ricerche e discussioni mediche, come avviene oggi per le infinite sigle di natura anglosassone che indicano sindromi e malattie. Il programma completo degli incontri è scaricabile al link parole di salute..@lla tua biblioteca !

 

18 ottobre 2013

Buone speranze dall'utilizzo del PRP ( plasma ricco di piastrine ) nella artrosi del ginocchio

Uno studio di Halpern e coll dell' Hospital for Special Surgery di New York, pubblicato sul Clinical Journal of Sports Medicine nel dicembre scorso, fa ben sperare sull'utilizzo clinico delle infiltrazioni intrarticolari del Prp in caso di gonartrosi. I 15 pazienti sottoposti al trattamento hanno riportato un miglioramento in termini di dolore e funzionalità fino ad un anno dal trattamento e quello che ancor più colpisce è che circa il 73 % dei soggetti era andato incontro a un ritardo nella progressione della malattia conosciuta per essere invece progressiva. Questo aspetto veniva rilevato con studio RMN periodico della articolazione per valutare il grado di usura della cartilagine nel tempo.

Nello studio erano stati inclusi soggetti con forme iniziali della malattia che ricevevano una sola iniezione di Prp e venivano controllati periodicamente ad una settimana, a 3, a 6 fino a 12 mesi.

Il limite dello studio è rappresentato da una casistica troppo limitata, ma ulteriori studi potranno confermare o meno in futuro questi incoraggianti risultati.

 

 

Deambulatore "allucchettato"

 

1 settembre 2013

 

La fibromialgia è una sindrome complessa caratterizzata dall'alterazione della funzione dei circuiti neurologici preposti alla percezione, trasmissione e elaborazione delle afferenze nocicettive provenienti dal corpo, con prevalente interessamento dell'apparato muscolo-scheletrico; è come se un sistema così importante per il nostro benessere fosse permanentemente fuori "taratura", cioè lontano dalla sua regolazione ottimale. Le cause rimangono ancora oggi sconosciute, ma si cominciano ad identificare dei fattori scatenanti, detti "stressor", che possono scatenare la malattia o farla riaccendere, smascherando una possibile predisposizione genetica alla malattia. Oltretutto la malattia può esprimersi nella singola persona con sfumature molto diverse, spingendola a chiedere aiuto al medico per sintomi anche molto diversi, dalla stanchezza, ai disturbi del sonno, ai problemi intestinali. Questo fa si che il soggetto si rivolga all'inizio a specialisti diversi in rapporto a quella che lui considera al momento la sintomatologia più importante, magari saltando la figura del medico di medicina generale che dovrebbe essere il primo a sospettare la malattia e decidere conseguentemente il da farsi.

La terapia risulta altrettanto complessa e talvolta difficile, non essendoci un unico farmaco o un unico approccio che la contrasti in modo definitivo.  Viene da tutti gli esperti riconosciuta l'importanza di un adeguata attività fisica e conseguentemente consigliata anche se mancano le certezze e talvolta la capacità di indicare quale, quanta, con che frequenza questa debba essere utile e non dannosa. Il problema rimane aperto e anche poco affrontato, essendo un settore in cui nessuno ha interesse ad investire risorse! Ci sono comunque interessanti lavori scientifici sull'efficacia del Tai Chi o del Qi Gong, per altro simili a questo livello di esecuzione, o dello Yoga, ma si sta affacciando all'orizzonte anche il metodo Pilates, già ampiamente utilizzato in riabilitazione oltre che nel fitness.

Un altro settore terapeutico, di cui si sente parlare ancor meno è quello dell'utilizzo delle medicine complementari ( CAM ), altrimenti molto adatte al trattamento di una patologia cronica con molteplici espressioni sintomatologiche, in sinergia con la terapia farmacologica di fondo. In primo piano, per l'esperienza consolidata nel tempo e per le indicazioni dell' O.M.S., l'agopuntura ma più recentemente indicata dalle linee guida anche l'omeopatia e la fitoterapia. Si aprono orizzonti molto molto interessanti se riusciremo ad unire forze ed esperienze diverse nell'interesse di questi pazienti abituati ormai a soffrire circondati dall'indifferenza dei più, istituzioni comprese.       

 

20 agosto 2013: si svolgerà a Milano il 21 e 22 settembre prossimi c/o la Edi Ermes il corso "ESERCIZIO FISICO E OSTEOPOROSI"  La prevenzione della perdita ossea e delle cadute.

Sarà in programma il corso di formazione residenziale sul ruolo dell'esercizio fisico nella prevenzione della perdita ossea e delle cadute accidentali causa delle temute fratture negli over 65, tenuto da Paola Branchi e Stefano Guidotti.

L'evento è rivolto a medici, fisioterapisti, laureati in scienze motorie e diplomati ISEF e prevede oltre ad una breve parte teorica molte ore di pratica, la discussione in piccoli gruppi di casi clinici ed elaborazione di un programmi di esercizi. Lo scopo è quello poter ideare gruppi di esercizi in progressione volti a migliorare la performance del soggetto affetto da osteoporosi e a ridurre il rischio di cadute e quindi di fratture.

Il corso è accreditato E.C.M. dalla Regione Lombardia e prevede l'acquisizione di 16 crediti per i medici e 16 crediti per i fisioterapisti. Informazioni più dettagliate possono essere richieste a formazione@eenet.it oppure consultando i siti www.ediacademy.it e www.eenet.it . Per approfondire l'argomento consulta l'articolo L'esercizio fisico nella prevenzione dell'osteoporosi

3 agosto 2013: la frattura di clavicola è l'evento traumatico più frequente nel ciclismo su strada ad alto livello

Uno studio del 2012 condotto per quattro anni su ciclisti professionisti da De Bernardo e collaboratori di Valencia (Spagna) , alla ricerca dei più frequenti traumi accidentali o da sovraccarico funzionale, ha evidenziato che appunto è la clavicola, per le frequenti cadute che avvengono in questa disciplina, a pagare il prezzo più caro. Per quanto riguarda invece le lesioni da sovraccarico funzionale ( overuse ) la sede più frequente sono gli arti inferiori, non a caso fortemente più impegnati nel fornire l'energia alla bicicletta. A conferma un altro studio ancor più recente ( Van Tassel e cool. 2013 ), che ha esaminato la frequenza della frattura di clavicola nei diversi sport, ha attribuito il primo posto al ciclismo come causa di questa lesione ossea, seguito al secondo posto dagli sport da contatto. Uno sport che comunemente associamo alle fratture di clavicola, anche per la notorietà dei personaggi coinvolti, è il motociclismo, che però in termini assoluti riguarda un numero minore di casi essendo uno sport che coinvolge meno praticanti.

27 luglio 2013

...radiografia tecnicamente perfetta....ma un pò imbarazzante per i non addetti ai lavori.....

19 luglio 2013: il più grande produttore di pannolini giapponesi vende ormai più pannoloni che pannolini per bambini!

3 giugno 2013 : oltre il 22 % delle morti per eventi avversi in strutture del S S N è conseguente ad una caduta

Risulta dal Quarto Rapporto di monitoraggio degli Eventi Sentinella, che ha analizzato tutti i casi forniti su base volontaria dalle strutture del Ssn e raccolti e raccolti dal Ministero della Salute, che la morte o grave danno per la caduta del paziente è l'evento avverso più registrato ( 22,3 %) tra le 1723 segnalazioni di evento sentinella, gravi o potenzialmente evitabili, che possono comportare la morte o un grave danno al paziente verificatesi nelle strutture del Ssn tra il 2005 e il 2011.  Al secondo posto, con notevole distanza, il suicidio o tentato suicidio del paziente in ospedale (15,7%) .

Nel 36,8 % delle cadute si è avuta la morte del paziente.

Nel 10,3 % è stato necessario ricorrere ad un nuovo intervento chirurgico.

Il Ministero della Salute segnala la estrema variabilità del numero e tipologia di segnalazioni tra le diverse regioni, il rilevante fenomeno della sottosegnalazione, nonché la totale assenza di segnalazione da alcune aree geografiche. La ricerca conclude che appare indispensabile promuovere una formazione specifica al fine di sviluppare ulteriormente la capacità di analisi corretta degli eventi. Ma la formazione del personale sanitario nel conoscere e prevenire adeguatamente il fenomeno delle cadute accidentali a chi spetta ?

 

27 maggio 2013: Memoria e apprendimento. Scoperta in Italia la proteina che causa deficit intellettivo

Si chiama Eps8. Lo studio italiano condotto a Milano svela i segreti alla base della plasticità dei neuroni e potrebbe aprire percorsi terapeutici innovativi per affrontare i gravi problemi legati alla disabilità intellettiva e le varie patologie del sistema nervoso centrale, tra cui l’autismo e il ritardo mentale. Lo studio di Elisabetta Menna e collaboratori pubblicato su The EMBO Journal , (17 May 2013) apre scenari nuovi ed estremamente interessanti riguardo alla possibilità di interferire sulla potenzialità di migliorare le funzioni neurologiche compromesse da malattie o anche solo dall'invecchiamento.  La speranza è che sezionare i meccanismi alla base della plasticità dei neuroni e delle loro interazioni (sinapsi), e dunque della memoria e dell’apprendimento, possa aprire percorsi terapeutici innovativi per affrontare i gravi problemi legati alla disabilità intellettiva e le varie patologie del sistema nervoso centrale.

Nell'ambito delle capacità motorie mantenute o implementabili già da anni si conosce la possibilità di stimolare questi processi di miglioramento delle funzioni, come la neurogenesi, che è la nascita di nuove cellule neuronali. Sino a pochi anni fa si pensava potesse avvenire solo in epoca prenatale, oggi sappiamo invece che è possibile anche nel cervello umano adulto. Un altro meccanismo importante è la neuroplasticità, cioè la capacità di creare nuove connessioni (sinapsi) tra le cellule esistenti. A questo meccanismo si riferirebbe appunto lo studio recente citato.

Sul numero di marzo del 2007 di Science fu pubblicata una ricerca di un gruppo di ricercatori della University of Auckland in Nuova Zelanda che dimostrava che la neurogenesi era possibile anche per le cellule neuronali umane. Anche nel cervello umano, infatti, esistono delle cellule indifferenziate, i neuroblasti, che sono capaci di migrare dalla zona sub ventricolare sino al bulbo olfattorio e lì completano la loro differenziazione. Gli scienziati autori di quella ricerca lo dimostrarono seguendo la migrazione delle cellule cerebrali marcate con una sostanza fluorescente in modo da renderle chiaramente distinguibili dalle altre all'osservazione al microscopio elettronico. Uno dei possibili meccanismi di attivazione di questi processi è la presenza di stimoli positivi nell'ambiente circostante e la possibilità di effettuare adeguata attività fisica. Un ambiente più stimolante, che permette più attività fisica e movimento accresce la neurogenesi ippocampale, come già dimostrato su animali da Meshi nel 2006.

15 maggio 2013

.....l' astioporosi...........
 

10 maggio 2013 : nuova ipotesi patogenetica del mal di schiena....colpa di un infezione batterica!

Probabilmente se quanto pubblicato recentemente da un gruppo di ricercatori dell’University of Southern Denmark verrà confermato, andrà rivista radicalmente la terapia del mal di schiena cronico.

Secondo questi ricercatori, guidati dal Prof. Hanne Albert, il 40% dei pazienti con lombalgia cronica sono affetti da un’infezione nella loro spina dorsale.  Hanno scoperto che un trattamento di 100 giorni di antibiotici potrebbe ridurre significativamente il dolore e la disabilità.

Se così fosse il trattamento in questi casi con antibiotici sarebbe molto più efficace e risolutivo rispetto al classico trattamento con antiinfiammatori e antidolorifici attualmente in gran parte utilizzato. Qualcosa di simile successe molti anni fa con la scoperta dell'origine infettiva di molti disturbi gastrici riconducibili alla colonizzazione da parte dell' Helicobacter pylori. Analogamente, se ciò venisse confermato ed identificato il germe in causa, dovrebbe essere necessario identificare l'antibiotico più indicato e lo schema di trattamento, verosimilmente prolungato e ciclico.

Attualmente il batterio sospettato è il Propionibacterium acnes , lo stesso che causa la fastidiosissima acne giovanile, per altro non facile da curare e soprattutto da debellare. La sua localizzazione sembrerebbe a livello del disco intervertebrale causando in pratica una discite, patologia già conosciuta in medicina ma a carico di altri germi.

Comunque secondo lo studio condotto su 162 pazienti, pubblicato sull’European Spine Journal, l’80% dei pazienti ha visto migliorare in modo significativo i propri disturbi dopo il trattamento.

Si ripropone attualissima l'accesa discussione sull'utilizzo in modo cronico e talvolta inappropriato degli antibiotici, specialmente in una patologia di così frequente riscontro tra la popolazione e al momento con poche possibilità di guarigioni durature. Sarà interessante e speriamo utile per la ricaduta sulle sofferenze dei pazienti seguire i prossimi sviluppi di questa nuova scoperta.

 

2 maggio 2013 : approccio globale alla fibromialgia

La fibromialgia è una malattia che colpisce diversi organi e sistemi, con particolare riguardo alla muscolatura, e pur non essendo una forma grave o invalidante costituisce per chi ne soffre, in specie donne giovani, un grosso problema per la propria qualità di vita sia personale che relazionale e lavorativa. Purtroppo non sono ancora note le cause e questo rende difficoltoso il trattamento, talvolta anche il riconoscimento della stessa malattia, scambiata talvolta per una forma di ipocondria o di vittimismo, se non altro perché non identificata da nessun esame o test specifico.

Oltre alla varietà di ipotesi causali, si sono moltiplicati negli anni anche i possibili approcci terapeutici, dai più tradizionali a quelli non convenzionali. Di certo nessuno è stato capace di risolvere del tutto la malattia e ancor oggi ogni anno si svolgono convegni e congressi. Attualmente si fa sempre più consistente l'utilizzo di più tecniche contemporanee o sequenziali, dal sostegno psicologico-cognitivo, alla pratica di attività fisica moderata e adeguata al singolo soggetto, al ricorso per brevi periodi e sotto controllo medico di terapie farmacologiche.

Anche le medicine complementari possono giocare, con le premesse fatte, un ruolo importante: dall'agopuntura, alla medicina manuale, all'omeopatia, alla fitoterapia. L'importante è non creare eccessive aspettative ed avere sempre un alta considerazione dei disturbi e del disagio lamentati da questi pazienti.

Purtroppo non esiste ancora in Italia una normativa sanitaria che riconosca formalmente questo stato di malattia e che tuteli questi malati alla stregua di altre patologie importanti. Eppure sono instancabili le organizzazioni rappresentative di questi malati sia a livello locale che nazionale.  Un ruolo fondamentale nella gestione della malattia spetta al medico di medicina generale e ai familiari dei pazienti, che dovrebbero essere ancor più informati sulle caratteristiche della malattia.

 

sabato 20 aprile 2013 ancora sul trattamento con PRP ( plasma ricco di piastrine)

Le infiltrazioni intrarticolari con plasma ricco di piastrine sono ancora di più al centro dell'attenzione degli addetti ai lavori e della gente comune per i possibili effetti positivi sulla cartilagine articolare danneggiata. Il PRP rappresenta una fonte di fattori di crescita in forma liquida da sangue autologo, che consentono di accelerare i processi di riparazione tissutale, riducendo il dolore e i tempi di recupero funzionale.

Il preparato che si ottiene con la tecnica della centrifugazione garantisce una concentrazione piastrinica superiore di 4 - 5 volte rispetto a quella normale, offrendo perciò una più alta percentuale di fattori di crescita. Questo tipo di intervento si aggiunge a quello con il classico preparato cortisonico e quello più recente con acido ialuronico.

L'interesse degli specialisti è rivolto soprattutto ad identificare le indicazioni cliniche più specifiche tra quelle in cui viene attualmente sperimentato e la metodica di preparazione/conservazione più utile sotto il profilo dei costi, della sicurezza e della praticità. Infatti se pur le diverse metodiche oggi disponibili siano tutte abbastanza semplici e sicure, la tecnica risulta ancora lontana dai parametri richiesti per un largo utilizzo clinico nella pratica quotidiana.

Un recente studio pubblicato dal gruppo di Verduci di Siena sull'utilizzo in pazienti con patologia cartilaginea cronica del ginocchio ha evidenziato buoni risultati sul dolore in tutti i pazienti a sei mesi dall'ultimo trattamento, con particolare successo nei soggetti più giovani e di sesso maschile. Inoltre durante l'intera durata dello studio non sono stati rilevati effetti collaterali particolari.

Per approfondire l'argomento si può consultare l'articolo sull'utilizzo del gel piastrinico in traumatologia   clicca qui

 

 

10 aprile 2013

scusi, mi hanno detto, passepartout, .........( tanto per parlare !)

 

mercoledì 3 aprile 2013 : obesità e attività fisica

Un recente studio dell'associazione Insieme Amici Obesi ha evidenziato che solo 26,6% degli obesi italiani dopo un’operazione di chirurgia bariatrica ( volta cioè a far perdere peso corporeo in quantità rilevante) inizia a svolgere regolarmente attività fisica. La prima considerazione che viene da fare è che l'obeso abbia per sua natura poca propensione a fare attività fisica e che questo non sia legato soltanto alla difficoltà a muoversi conseguente al suo stato; se così non fosse e se effettivamente covasse nell'ex-obeso un forte desiderio di movimento, la percentuale di neofiti dell'esercizio fisico sarebbe certamente maggiore di quella effettivamente riscontrata.

 

31 marzo 2013: Il dimetilfumarato tra breve nell'armamentario terapeutico della sclerosi multipla

Ha ottenuto con tre mesi di anticipo sul previsto il parere positivo del Comitato Medicinali ad Uso Umano (Chmp) dell'Agenzia Europea del farmaco (Ema), il 'dimetil fumarato', composto per il trattamento della sclerosi multipla recidivante-remittente (SMRR), che ha dimostrato di poter attivare i recettori Nrf2, meccanismo di difesa naturale contro l' infiammazione e lo stress ossidativo causato dalla malattia.

Nello studio Define, il farmaco ha ridotto la percentuale di pazienti con recidiva del 49% rispetto al placebo, a due anni.

Nello studio Confirm ha ridotto la percentuale di pazienti con ricadute del 34% rispetto al placebo, a due anni.

''Gli studi clinici hanno dimostrato che il dimetil fumarato e' una terapia efficace con un profilo di sicurezza favorevole per le persone affette da SM recidivante-remittente - ha affermato Gavin Giovannoni, Titolare della Cattedra di Neurologia al Blizard Institute, della London School of Medicine - . Questi aspetti, insieme all'interessante meccanismo d'azione suggerito, dovrebbero posizionarlo come una terapia di prima linea''.

20 marzo 2013

Soffro di vene vorticose.......

.....sempre meglio delle vene vanitose.....

 

15 marzo 2013: ribadito il ruolo di protezione delle verdure a foglia verde contro le malattie dell'intestino

Per avere un intestino sano bisogna mangiare verdure a foglia verde, in particolare cavoli, cavolfiori, broccoli, rape e verze (appartengono tutte alla famiglia delle brassicaceae). Secondo uno studio australiano pubblicato online a marzo su Nature Immunology, alcune sostanze contenute in questi vegetali sarebbero infatti in grado di stimolare il sistema immunitario a livello intestinale proteggendoci dalle infezioni e, in alcuni casi, dai tumori.

I ricercatori della Molecular Immunology Division del Walter and Eliza Hall Institute di Melbourne hanno scoperto che alcuni alimenti sono essenziali nella produzione delle cellule linfoidi (ILC), cioè di cellule immunitarie che svolgono un ruolo fondamentale contro i batteri intestinali nocivi, ma anche nel controllo delle malattie infiammatorie, dell’obesità e delle allergie alimentari. Ma qual è il meccanismo che porta allo sviluppo di questo tipo di cellule? Sembra che i prodotti del metabolismo di alcuni tipi di verdure siano in grado di attivare l’espressione del gene T-bet, un fattore trascrizionale essenziale nell’indurre le cellule precursori a trasformarsi in ILC.

Secondo la dottoressa Gabrielle Belz, responsabile dello studio:«Le ILC sono essenziali per la sorveglianza immunitaria del sistema digestivo e questa è la prima volta che abbiamo identificato un gene responsabile della produzione di ILC. Siamo molto interessati a capire in che modo i prodotti di queste verdure riescono a parlare a T-bet per produrre [le cellule del sistema immunitario]. Ci darà più informazioni su come il cibo che mangiamo influenza il nostro sistema immunitario e i batteri dell'intestino».

1 marzo 2013

.....l'alluce bivalgo..........

26 gennaio 2013: buone notizie dal Brasile sull'efficacia della danza in pazienti con fibromialgia !

L'esercizio fisico riveste un ruolo di particolare importanza nel trattamento del paziente fibromialgico. In particolare l'attività motoria di tipo aerobico si è dimostrata in diversi studi clinici capace di migliorare la qualità di vita di queste persone attraverso diversi meccanismi che vanno dalla riduzione del dolore al miglioramento delle proprie performance fisiche, dal beneficio sull'umore alla riduzione dell'assunzione di farmaci. Non sempre però risulta facile per chi si occupa di queste problematiche consigliare ai pazienti quale attività intraprendere. Lo scopo dell'esercizio è quello di interrompere il perverso circuito dolore - inattività fisica - dolore e rappresenta anche un elemento di rafforzamento alla terapia cognitivo-comportamentale che mira ad educare, informare e rassicurare il paziente nei confronti della propria malattia.

 Un piccolo ma ben fatto studio pubblicato sul vol 30 n 6 del Clinical and Experimental RHEUMATOLOGY - 2012 e condotto dal Dr. Jamil Natour e da un gruppo di fisioterapisti , tutti dell'Università Federale di san Paolo, fa ben sperare nella possibilità di trovare giovamento sulla riduzione del dolore e migliorare le proprie capacità funzionali in pazienti affette da fibromialgia.  Tra ottanta pazienti affette da fibromialgia, indicate dalla Clinica reumatologica della stessa università,  tra 18 e 65 anni, tutte femmine, senza alcun trattamento nelle ultime 4 settimane, 40 venivano, con criterio random governato da un computer, inserite nel gruppo attivo e le altre 40 venivano inserite in una lista d'attesa.

Il gruppo attivo praticava danza ( in particolare si trattava di belly dance) per un ora due volte la settimana per un periodo di 16 settimane. Venivano effettuati controlli del dolore, della capacità funzionale, della qualità di vita, dell'eventuale depressione, dell'ansia e dell'autostima con apposite scale al momento di inizio, dopo 16 settimane e dopo 32 settimane.

Differenze significative sono state rilevate sulla scala del dolore, con il gruppo dei soggetti che praticavano danza che vedeva ridursi del 40% tale disturbo, con il beneficio che si protraeva fino alla 32esima settimana. Maggior risultato sotto questo profilo era riscontrato dalle donne con età più avanzata rispetto alle più giovani. Altrettanto importanti i miglioramenti sotto il profilo della performance fisica generale, sulla qualità del sonno, sull'umore e sull'autostima, quest'ultimo parametro a sottolineare la valenza positiva della danza anche sul piano psicologico, ambito che riveste interesse primario nella gestione di questa malattia.

9 gennaio 2013: strategie per ridurre le cadute tra gli anziani dalla Spagna............

Uno studio spagnolo di Pérula e coll. pubblicato sul numero di ottobre 2012 di Archives of Physical Medicine and Rehabilitation ribadisce, se mai ci fosse bisogno di ulteriore conferma (!), che un approccio multifattoriale effettuato allo scopo di prevenire le cadute nelle persone anziane può essere così efficace da ridurre a circa la metà il numero di cadute rispetto alla popolazione generale anche con interventi semplici e di bassissimo impegno economico.

Il programma prevedeva sessioni di formazione tenute da personale infermieristico, esercizio fisico effettuato sotto la guida di un fisioterapista, la distribuzione di manuali appositamente studiati, cinque sessioni di attività formativa e pratica distribuite lungo tre settimane e interventi individuali rivolti ai partecipanti e alle loro famiglie.

Le cadute sono estremamente frequenti negli anziani: una persona su tre over 65 anni e residente in una comunità per anziani cade almeno una volta l'anno; circa una caduta su quattro provoca una lesione; nel 5-6 % dei casi la caduta si associa a frattura. A distanza di un anno dall'evento fratturativo del femore su quattro casi una persona è andata incontro a decesso, due hanno visto modificarsi profondamente il loro stato sociale richiedendo un aiuto assistenziale consistente, l'ultima riprende la sua vita precedente ma con riduzione delle proprie performance fisiche e modifica della qualità di vita. Oltre che sul piano umano questi dati la dicono lunga anche sull'impatto economico sociale e sanitario.

Un messaggio forte in questo senso era stato dato con il quarto dei Quaderni del Ministero della Salute pubblicato nell'estate del 2010, a firma dell'allora Ministro Fazio, sulla prevenzione delle fratture da fragilità.

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