news 2008
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23 dicembre 2008

Lesioni da sovraccarico sportivo nei bambini

Lau e collaboratori di Singapore hanno pubblicato recentemente uno studio retrospettivo effettuato su oltre 500 adolescenti che praticavano sport, seguendoli per 15 mesi e valutando l'eventuale comparsa di lesioni del sistema muscolo-scheletrico che potessero essere correlati con il sovraccarico agli arti inferiori.

I risultati hanno evidenziato che il distretto più colpito è il ginocchio (67% dei casi) seguito dal piede. La patologia più comune è il morbo di Osgood-Schlatter, riguardante l’inserzione del tendine rotuleo a livello dell’apofisi tibiale; il morbo di Sever, causa di dolore calcaneare, è il più presente in giovane età (in media, intorno ai 9.9 anni), mentre l’avulsione della spina iliaca anteriore superiore si riscontra in età più avanzata (in media a 12.8 anni). In un solo caso tra quelli osservati si è reso necessario l'intervento per trattare una osteocondrite dissecante. 

In linea con la letteratura, gli Autori ribadiscono come le patologie correlate allo sport in giovani atleti siano differenti rispetto agli adulti e richiedano un approccio solitamente conservativo. La differenza sembra da attribuire ad una sproporzione tra la crescita e la resistenza dello scheletro rispetto a quella muscolo-tendinea.

Le lesioni da sovraccarico sono da sospettare nei casi di tumefazione e dolore nell’area dell’apofisi tibiale anteriore ed il trattamento, inizialmente sintomatico (riposo, ghiaccio e terapia medica locale), è seguito spesso da specifici esercizi di stretching e di correzione del gesto sportivo. Se un giovane atleta lamenta dolore non si deve sottovalutare questa sintomatologia per non rischiare di misconoscere patologie che, se trascurate, possono tenere lontano dallo sport a lungo o lasciare esiti permanenti. Per approfondire l'argomento consulta l'articolo Lesioni dell’apparato muscolo-scheletrico da sovraccarico funzionale sportivo nell’infanzia

 

01 dicembre 2008

Un nuovo portale dedicato ai giovani sui disturbi del comportamento alimentare

In Italia sono almeno 3 milioni le persone tra i 13 e i 35 anni che soffrono di disturbi alimentari. E la soglia d'età si sta ulteriormente abbassando, arrivando a coinvolgere bambini di dieci anni. E il fenomeno che finora è stato maggiormente femminile, comincia a diffondersi anche nell'universo maschile.

Nato da una collaborazione tra Ministero della gioventù, Ministero della Salute e Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, il sito  www.timshel.it , rappresenta il punto di riferimento nella rete dedicato ai giovani sui disturbi del comportamento alimentare, anoressia e bulimia, e nasce nell'ambito del progetto del Ministero "Guadagnare Salute", finalizzato a rendere più facili le scelte salutari.

Rimane comunque una lotta impari ed una realtà terribile, visto che  sono circa 300mila i siti internet in Italia che inneggiano all'anoressia e che anche alcune attività apparentemente salutari come lo sport possono rappresentare un fattore di rischio in particolare per alcune discipline, come ad esempio danza e ginnastica artistica, dove si richiede un controllo del peso costante. E' fondamentale non lasciare fuori le famiglie dalla lotta ai disturbi alimentari e bisogna aiutare i genitori, anche attraverso una adeguata informazione, a riconoscere i primi campanelli di allarme di questa malattia come ad esempio nelle ragazze l'insorgere dell'amenorrea, per arrivare a una diagnosi precoce e a scegliere le cure migliori favorendo l'accesso ai centri specializzati.

Timshel è una parola di origine ebraica che vuol dire “Tu puoi”. E' scelta perché racchiude in sé il senso finale dell’iniziativa: tu puoi scegliere di essere te stesso, tu puoi uscire dal disagio, tu puoi riuscire con la tua esperienza e con il tuo impegno ad aiutare te stesso e, perché no, anche gli altri. Tu puoi farcela. Perché solo tu puoi fare la differenza.......

 

20 novembre 2008

Adolescenza, attività fisica e prevenzione dell'obesità

Un recente studio di Simon e coll. pubblicato sul numero di ottobre dell' International Journal of Obesity ha studiato l'effetto dell'incremento dell'esercizio fisico su oltre 1000 giovani di 12 anni, sottoponendo quelli nel gruppo d'intervento ad un programma integrato che fornisse, oltre alle normali ore di educazione fisica, nuove opportunità di svolgere attività fisica durante le pause pranzo, negli intervalli e nel doposcuola, con l'obiettivo di modificarne le abitudini di vita.

Lo studio ha dimostrato che nel gruppo sottoposto ad un'implementazione di attività fisica, rispetto all'altro, si è avuto un effetto, sostenuto nel tempo, di prevenzione di un eccessivo aumento di peso, riducendo del 50% l'incidenza di comparsa di sovrappeso in 4 anni, effetto che non si e' tuttavia accompagnato purtroppo ad un beneficio in termini di perdita di peso nei ragazzi già sovrappeso all'inizio dello studio.

D'altra parte in tutti i soggetti l'esercizio fisico ha prodotto un aumento dei livelli di colesterolo di tipo HDL che risulta essere salutare per il nostro organismo in quanto contraddistingue il colesterolo legato alle lipoproteine ad alta densità che hanno il compito di trasportare il colesterolo dai tessuti al fegato, ostacolando la formazione delle placche aterosclerotiche sulle pareti arteriose. I risultati di questo studio sottolineano l'importanza di programmi educativi che incentivino l'abitudine ad una regolare attività fisica e documentano la possibilità di svolgere una efficace azione di prevenzione dell'obesità nei giovani.

 

25 ottobre 2008

Nuovo corso accreditato ECM sul ruolo dell'attività fisica nell'osteoporosi

Si svolgerà a Milano l' 8 e  il 9 novembre prossimi, presso la casa editrice scientifica edi-ermes di Milano, una nuova edizione del corso di formazione residenziale su "Il ruolo dell'attività fisica nell'osteoporosi. Dalla teoria alla pratica." tenuto da Paola Branchi e Stefano Guidotti.

L'evento è rivolto a medici, fisioterapisti, laureati in scienze motorie e diplomati ISEF e prevede oltre ad una breve parte teorica molte ore di pratica, la discussione in piccoli gruppi di casi clinici ed elaborazione di un programmi di esercizi. Lo scopo è quello poter ideare gruppi di esercizi in progressione volti a migliorare la performance del soggetto affetto da osteoporosi e a ridurre il rischio di cadute e quindi di fratture, epilogo temutissimo e purtroppo frequente della malattia.

Il corso è accreditato E.C.M. e prevede l'acquisizione di 16 crediti per i medici e 16 crediti per i fisioterapisti. Informazioni più dettagliate possono essere richieste a formazione@eenet.it oppure consultando i siti www.ediacademy.it e www.eenet.it . Per approfondire l'argomento consulta l'articolo L'esercizio fisico nella prevenzione dell'osteoporosi

 

15 ottobre 2008

Ursula Andress testimonial dell'International Osteoporosis Foundation (I.O.F.)

L'attrice resa famosa dai film di 007 è diventata testimonial dell'Iof , ente non governativo e no-profit, che l'ha arruolata per lanciare un messaggio ai malati in occasione della giornata mondiale dell'osteoporosi, che ricorre in tutto il mondo il 20 di ottobre. Si calcola che la malattia riguardi 200 milioni di persone e da scarsissimi segni di sé fin quando non compaiono le fratture da fragilità.

L'attrice, di cui è indimenticabile la scena in cui esce dal mare con il suo bikini bianco nel Dottor No, racconta a giornali e televisioni la sua esperienza:  "Nuoto, cammino, mi occupo del mio giardino - racconta - forse sono diventata più prudente soltanto con gli sci. Quando mi hanno diagnosticato l'osteoporosi dopo un controllo di routine, però, ho pensato ad un errore. Ero abbastanza scioccata: ma come, dicevo, con una vita così attiva, i chilometri a piedi, la sveglia alle 7, tutti gli sport che faccio, come è possibile? E poi, l'osteoporosi è strana, non hai dolori, puoi far tutto e quasi non credi di essere malata. Finché non cadi e ti fratturi...".

Ma quali sono le cause di questa malattia? I fattori genetici sembrano avere un ruolo sempre più importante nella malattia, ma altrettanto importanti sono gli stili di vita. Niente fumo, pochissimo alcool, evitare diete esasperate, attività fisica regolare ed adeguata per ogni età ed esposizione alla luce solare. Fin da piccoli assicurare un'alimentazione che contempli latte o yogurt, formaggi, per riuscire ad avere un buon patrimonio osseo che ci protegga per tutta la vita.

 

19 settembre 2008

Quel "cordone" doloroso al gluteo che impedisce di correre

La sindrome del piriforme è caratterizzata dal dolore gluteo con possibile irradiazione all'arto inferiore di tipo sciatalgico che costringe l'atleta a lunghi periodi di inattività, risultando spesso misconosciuta, difficile da trattare e molto facile a ripresentarsi.

Il muscolo piriforme va dall'osso sacro all'anca e contrae stretti rapporti col nervo sciatico, dando luogo a diverse varianti anatomiche. Se il muscolo va incontro a spasmi o ancor peggio a modificazioni della propria struttura in senso fibrotico, oltre al dolore sordo locale può manifestarsi l'irradiazione sciatalgica all'arto inferiore.

La patologia risponde generalmente alla fisioterapia; in casi più difficile si può ricorrere all'iniezione locale di anestetico, di cortisonici e più recentemente di tossina botulinica. Nell'ambito della terapia non invasiva risultati incoraggianti stanno arrivando dalla terapia con onde d'urto, sfruttando l'azione meccanica di questa terapia secondo i principi ormai consolidati del trattamento dei trigger points descritti da Travell e Simons all'inizio degli anni novanta. In pratica si sostituisce l'azione manuale o infiltrativa descritta dagli autori con l'azione meccanica delle onde d'urto, con il vantaggio di non usare farmaci e di poter standardizzare il trattamento secondo parametri certi e costanti più affidabili rispetto al trattamento manuale. Questo approccio garantisce anche una migliore vascolarizzazione locale ed uno sbrigliamento di eventuali aderenze fibrotiche utili a prevenire le ricadute.

La terapia è ben tollerata e richiede poche sedute. E' sempre indicato un accurato programma riabilitativo volto a ristabilire elasticità al muscolo piriforme con esercizi di stretching e autostiramento ed una valutazione posturale accurata per eliminare eventuali atteggiamenti viziati.

 

20 agosto 2008

Dopo la vicenda Pistorius un'altra atleta diversamente abile accende i cuori alle Olimpiadi di Pechino 2008

Un altra atleta sudafricana, Natalie du Toit, di 24 anni, amputata alla gamba sinistra a seguito di un grave incidente stradale nel 2001, ha oggi commosso ed emozionato milioni di sportivi e di persone meno fortunate, gareggiando con i normodotati e conseguendo un buon risultato, anche se inferiore a quelle che erano le sue aspettative del pre-gara.

La du Toit, che nuotava anche prima dell'incidente e nel 2000 mancò d'un soffio l'ammissione ai Giochi di Sydney; la vita di atleta sembrò allora finita di colpo e  invece ha ripreso a girare di nuovo: la du Toit ai Giochi non ha mai rinunciato, per qualificarsi ha battuto atlete normodotate, è arrivata alla soglia del podio nei mondiali di specialità di Siviglia, a Pechino è entrata dalla porta principale e oggi ha preso parte alla prima olimpica del nuoto di fondo di dieci chilometri classificandosi sedicesima in due ore, 49 e 9 contro il tempo di un ora e 59 minuti, 27 e 7 della vincitrice, la russa Larisa Ilchenko.  

La vittoria più importante l'ha avuta comunque con se stessa, mettendo in pratica il suo motto: "Tutto è possibile se ci credi "  E' probabile la sua partecipazione anche alle Paraolimpiadi.
 

13 agosto 2008

Primi infortuni gravi alle Olimpiadi di Pechino 2008

E' successo oggi il primo grave infortunio di queste Olimpiadi. E' successo al ventiquattrenne ungherese Janos Baranya che, mentre era impegnato nella prova di strappo del gruppo B della categoria 77 kg., si e' procurato una lussazione del gomito destro tentando di alzarsi con un bilanciere di 148 chili sulle spalle

La lussazione del gomito si realizza quando il radio e l'ulna sotto forze rotatorie consistenti perdono il contatto con l'omero. Questa non è una lesione che si riscontra frequentemente ( molto più frequente quella della spalla), in genere è dovuta a brutte cadute sulla mano col polso in piena estensione oppure negli incidenti automobilistici. Nello sport risulta ancora più rara.

Il trattamento, che può essere anche non chirurgico, deve mirare a ridurre la lussazione e a tenere immobilizzata l'articolazione per due-tre settimane. Altre volte, specie se la lussazione si accompagna a fratture o a lesioni neurologiche, è indicato l'intervento chirurgico. L'evento rappresenta comunque una grave evenienza ai fini di un recupero pieno della funzionalità, specialmente in un atleta.

 

15 luglio 2008

Obesità e interventi di protesi di anca e di ginocchio

L'obesità è sicuramente fonte di importanti ripercussioni sulla salute, ma non giustifica l'eventuale rifiuto della sostituzione protesica come talvolta successo in passato, a causa dell'eccessivo peso del paziente. Un interessante studio condotto da Patel AD e Albrizio M , pubblicato su Archives of Orthopaedics and Trauma Surgery del gennaio scorso, dimostrerebbe infatti che quello che più influisce sugli esiti a breve termine degli interventi di sostituzione protesica è proprio il "chirurgo". Gli autori infatti hanno osservato 527 pazienti per un anno dopo l'intervento, registrando ogni complicanza locale o sistemica, arrivando alla conclusione che l'indice di massa corporea (BMI, Body Mass Index), espressione del rapporto tra massa e altezza di un individuo, influenza solo in maniera lieve e non significativa le complicanze a breve termine, così come sesso ed età sembrano non influire affatto. Il dato più sconcertante che emerge dalla ricerca è che l'elemento più rilevante nell'incidenza delle complicanze a breve termine era costituito dal chirurgo che aveva effettuato l'intervento con differenze percentuali anche notevoli (dal 5,2 al 23,3) di incidenza delle complicanze tra un operatore e l'altro. Allo stato attuale delle conoscenze non ci sono quindi elementi validi per negare ai pazienti obesi la sostituzione protesica articolare, anche se alcuni studi hanno mostrato in quest'ultimi un aumento a distanza della chirurgia di revisione. 

 

25 giugno 2008       

Allarme caldo! Particolare attenzione per bambini, anziani e malati.

Da domani l'allerta al centro-nord sarà di livello 3, quello più alto e più a rischio per la salute della popolazione. A Latina e Frosinone sono previste temperature record. Da oggi è attivo il numero verde del Ministero 1500 per chiedere consigli e informazioni. Dal ministero arrivano anche quattro opuscoli con indicazioni e informazioni rivolte a cittadini, medici di medicina generale, operatori sanitari di istituti di ricovero per anziani e badanti. Un vero e proprio vademecum per "affrontare la calura estiva con intelligenza". Tra i consigli: evitare di uscire di casa nelle ore più calde (dalle 11,00 alle 18,00), bere almeno due litri d'acqua al giorno (anche quando non se ne avverte il bisogno), mangiare pasti leggeri e frequenti, soprattutto a base di frutta e verdura, vestirsi con abiti freschi.

Nel caso debba essere svolto comunque dell'esercizio fisico all'aperto è bene seguire alcune poche regole fondamentali: consulta il decalogo dell'esercizio fisico in estate (clicca sul link
 

3 giugno 2008

Osteoporosi ed esercizio fisico

Si è svolto a Milano il 31 maggio e 1 giugno scorsi il Corso su "Il ruolo dell'attività fisica nell'osteoporosi. Dalla teoria alla pratica" tenuto da Stefano Guidotti e Paola Branchi, rivolto a medici, fisioterapisti e laureati in scienze motorie, accreditato ECM per entrambe le figure sanitarie con 16 crediti. Il corso ha fatto il punto sulle conoscenze scientifiche attuali che sono alla base dell'utilità dell'esercizio fisico nella prevenzione e nel trattamento dell'osteoporosi, in associazione ad altri tipi di intervento sia sul piano dello stile di vita che della terapia medica.

L'interesse in questo campo si è andato focalizzando col tempo sulla prevenzione delle cadute e sul miglioramento del tono-trofismo muscolare, sulla considerazione di eventuali altre patologie croniche associate e sulla loro gestione sotto il profilo dell'attività fisica e della performance.

I docenti hanno portato la loro esperienza in questo settore maturata in diversi anni di attività pratica presso il centro di riabilitazione Sport Clinic di Firenze.

Il corso ha avuto un taglio estremamente pratico con ampie sessioni dedicate alla discussione di filmati e casi clinici, alla effettuazione di esercizi e alla formulazione di programmi individuali o di gruppo.

Il corso si ripeterà sempre a Milano presso la sede della edi-ermes l' 8 e 9 novembre prossimi. Per informazioni consultare il sito www.eenet.it oppure inviare un e-mail all'indirizzo: eeinfo@eenet.it
 

 18 maggio 2008

Pistorius ammesso a partecipare alle Olimpiadi di Pechino

L'atleta sudafricano ha vinto il ricorso presso il Tribunale Arbitrale di Losanna in merito alla precedente decisione della Federazione Internazionale di Atletica di negare la sua partecipazione alle gare olimpiche di Pechino con i normodotati.  Hanno trovato dunque ascolto anche le proteste degli atleti delle Paraolimpiadi che sostenevano che  Pistorius fosse avvantaggiato nei confronti di tutti gli altri atleti disabili che corrono con una protesi: "Si tratta di considerazioni piuttosto complicate, ma nel mondo paraolimpico risultava evidente che Pistorius non dovesse gareggiare nella stessa categoria con coloro che corrono con una protesi" a sostenerlo è Roberto La Barbera, che subì l'amputazione di un arto dopo un incidente in moto per poi iniziare a praticare l'atletica leggera, conquistando la medaglia d'argento nel salto in lungo maschile alle Paraolimpiadi di Atene 2004. Intanto Pistorius, a seguito della sentenza del Tas, è stato invitato a partecipare al meeting di atletica di Berlino, prima tappa della Golden League in programma il primo giugno prossimo. Questo aggiungerà mordente alla preparazione dell'atleta in vista delle Olimpiadi che presuppone il raggiungimento del tempo minimo di accredito previsto nei 400 metri.
 

21 aprile 2008

Il gioco del rugby tra i primi sport per rischio di lesioni traumatiche gravi

La pratica del rugby in Italia sta avendo un ampia diffusione anche tra i più giovani. E' uno sport ricco di valori e di ideali, con uno spiccato senso del gioco di squadra ( i giocatori sono 15 per squadra), del fair play e dell'autocontrollo. È uno sport di origini nobili, nel quale il rispetto delle regole e degli avversari è considerato un valore fondamentale. Oscar Wilde affermò: "Il football è uno sport da gentiluomini fatto da bestie, mentre il rugby è uno sport da bestie fatto da gentiluomini..."

Proprio perchè tipicamente sport di contatto non è privo di pericoli ed anzi, in considerazione che anche lievi infrazioni delle regole potrebbero provocare seri infortuni o addirittura la morte, le federazioni rendono sempre più rigide le regole.

E' rimasto ufficialmente uno sport dilettantistico sino al 1995 quando l' International Rugby Board ne ufficializzò il passaggio a sport professionistico. Conseguentemente il gioco del rugby ha subito negli ultimi anni un rapido cambiamento verso una maggiore fisicità e velocità. Attualmente sta diventando sempre più importante la capacità di comprendere il contesto momentaneo in cui ogni fase della partita si sviluppa concretamente e richiede all'atleta la capacità di adattarsi a qualsiasi posizione in campo ed a qualsiasi fase di gioco, a prescindere dal ruolo attribuitogli e per il quale risulterebbe fisicamente più adatto e preparato. Per approfondire l'argomento consulta l'articolo: Lesioni traumatiche nel rugby

 

14 aprile 2008

Persone anziane ed aumento del rischio di cadute accidentali

Le cadute accidentali nella popolazione anziana rappresentano un importantissimo problema sociale e sanitario determinando un sensibile aumento della mortalità e disabilità. Ogni anno circa un terzo delle persone ultrasessantacinquenni sono vittime di cadute accidentali, soprattutto nell'ambiente domestico dove paradossalmente si sentono più sicuri.

Nella maggior parte dei casi la caduta è conseguenza di più fattori di rischio personali e ambientali. Tra i primi sono sicuramente riconosciuti le patologie articolari, i deficit cognitivi, visivi e dell'equilibrio (soprattutto scarsa attività fisica e riduzione della forza muscolare), ipotensione arteriosa. Alcuni farmaci fanno aumentare il rischio di caduta come alcuni tra tranquillanti, antidepressivi, antistaminici, anticonvulsivanti e antiaritmici. L'assunzione giornaliera di quattro o più farmaci rappresenta di per se un elemento di aumentato rischio. 

Per quanto attiene alle condizioni ambientali sono sicuramente da bandire scarpe non idonee, tappeti non fissati, cere per pavimenti, scarsa illuminazione, barriere architettoniche anche improprie. L'attività fisica regolare riduce il rischio di cadute traumatiche nell'anziano e secondo il B.M.J. (1997, 315: 1065-1069) sono sufficienti 30 minuti di esercizi tre volte alla settimana coadiuvati da fisioterapisti per raggiungere una riduzione significativa.

Il Ministero della Salute  a questo proposito ha redatto delle Linee Guida dedicate proprio alla Prevenzione delle cadute da incidente domestico negli anziani. Le linee guida sono consultabili alla pagina: www.ministerosalute.it/incidentiDomestici/documenti/documentazione/LineaGuidaCaduteAnziani.pdf

 

04 marzo 2008

Nuovo corso teorico-pratico su osteoporosi ed attività fisica

Si terrà a Milano sabato 31 maggio e domenica 1 giugno prossimi nella sede di Edi Ermes, casa editrice leader nel campo della formazione in medicina applicata al movimento e alla riabilitazione, il secondo corso su Osteoporosi ed attività fisica. Dalla teoria alla pratica.

Il corso tenuto dal Dr. Stefano Guidotti e da Paola Branchi, fisioterapista sarà rivolto a medici, fisioterapisti e laureati in scienze motorie/diplomati ISEF. Sono stati attribuiti dal Ministero della Salute 16 crediti ECM per i Medici e 16 crediti ECM per i Fisioterapisti.

L'evento avrà l'obiettivo di fare il punto sull'importanza, alla luce delle ricerche scientifiche più recenti, dell'esercizio fisico nella prevenzione e nel trattamento dell'osteoporosi.

Il corso avrà un carattere estremamente pratico, basandosi sulla effettuazione degli esercizi, sulla discussione di casi clinici simulati, sulla formulazione di protocolli terapeutici. Verranno inoltre visionati filmati originali ed interattivi sull'utilità del trattamento Pilates e del trattamento in piscina in questo settore particolare della riabilitazione. I contenuti del corso sono il frutto di un'esperienza di anni dei due docenti presso lo Sport Clinic Center di Firenze in cui lavorano in collaborazione con la Dr.ssa Maria Grazia Comini ed altri terapisti.

Per consultare il programma dettagliato e iscrizioni al corso consultare la edi-ermes all'indirizzo: www.eenet.it  oppure inviare un e-mail all'indirizzo: eeinfo@eenet.it
 

21 febbraio 2008

Il 29 febbraio in programma la Prima Giornata Europea delle Malattie Rare

E' stata presentata oggi a Roma dalle associazioni che la organizzano, la Federazione italiana delle associazioni di malattie rare (Uniamo Fimr) ed Eurordis (European Organization for Rare Diseases) la Prima Giornata Europea delle Malattie Rare.

"Un giorno raro per persone molto speciali", recita lo slogan dell'iniziativa.

Si calcola che un milione di italiani soffra di malattie rare. A tuttoggi non ci sono cure per 6 mila patologie rare, il 75% delle quali si manifesta in età infantile e nell'80% dei casi con cause genetiche. "Quando si parla di malattie rare, cioè con un'incidenza minore di 5 pazienti ogni 10 mila abitanti - ha sottolineato Simona Bellagambi, responsabile dei rapporti con l'estero di Uniamo - si immagina che sia un problema di portata limitata: in realtà stiamo parlando del 10% delle malattie che colpiscono il genere umano, per un totale di 30 milioni di malati in tutta Europa, pari all'8% della popolazione totale del Vecchio Continente o degli abitanti di Olanda, Belgio e Lussemburgo insieme".

Un quadro dunque tutt'altro che rassicurante. "La quasi totale mancanza di cure, a cui si aggiunge il senso di isolamento e di disperazione, dovuto alla mancanza di informazioni, di medici esperti che possano conoscere e diagnosticare in tempo arginando i danni che alcune patologie provocano - ha evidenziato Renza Barbon Galluppi, presidente Uniamo - hanno spinto le organizzazioni di pazienti e dei familiari a reclamare e difendere quel diritto alla salute sancito dalla Costituzione italiana, ma che troppo spesso rimane disatteso".

Per puntare i riflettori sulle malattie rare, anche la Regione Toscana in collaborazione con il Forum Associazioni Toscane delle Malattie Rare e le Aziende Ospedaliere-Universitarie ha deciso di organizzare un incontro scientifico che si terrà a Firenze nella stessa data presso Villa La Quiete alla Montalve, rivolto agli operatori sanitari toscani. Per consultare il programma visita il sito: http://www.salute.toscana.it/ oppure clicca sul link: depliant programma [pdf]

 

14 febbraio 2008

Nuovo grave infortunio per Ronaldo: rottura del tendine rotuleo

Ronaldo, 31 anni, attaccante del Milan e considerato uno dei migliori attaccanti nella storia del calcio, ha subito ieri sera poco dopo il suo ingresso in campo in Milan-Livorno un grave trauma al ginocchio sinistro. Le condizioni sono sembrate subito gravi ed è stata fatta diagnosi dai medici della società di rottura del tendine rotuleo del ginocchio sinistro.

Si è ripetuto tragicamente il dramma vissuto otto anni fa dallo stesso giocatore che riportò la stessa lesione al ginocchio destro. Furono necessari allora due interventi chirurgici ed una lunga assenza dai campi di gioco.

Il Fenomeno dovrà pertanto essere operato di ricostruzione del tendine rotuleo e questo avverrà nuovamente presso l'Ospedale Pitie-Salpetriere di Parigi. Il professor Eric Rolland ha confermato la rottura del tendine rotuleo del ginocchio sinistro e sarà lo stesso professor Rolland, con il supporto e la consulenza del professor Gerard Saillant che già operò Ronaldo nel 2000, ad operare il giocatore.

Considerata l'età del giocatore e i tempi lunghi prevedibili per il recupero funzionale e il possibile rientro in campo, molti temono per il futuro della già gloriosa carriera del giocatore. Infatti inserito da Pelé nella lista dei 125 migliori calciatori viventi nel marzo 2004, è stato eletto per 3 volte FIFA World Player (1996, 1997, 2002) e per 2 volte Pallone d'oro (1997, 2002). È l'unico giocatore, insieme a Zinédine Zidane, a essere stato nominato per 3 volte FIFA World Player.

Al Fenomeno, che in passato ha dimostrato grande volontà e forza d'animo, i migliori auguri.

Per approfondire l'argomento rottura del tendine rotuleo clicca sul link
 

10 gennaio 2008

Proposta la cancellazione dei nomi di medici nazisti dati a diverse malattie

Associazioni mediche, scienziati e storici della medicina chiedono da tempo a livello internazionale che vengano cambiati o omessi i nomi con cui normalmente vengono indicate alcune malattie che fanno riferimento a medici che nella Germania di Hitler utilizzarono il materiale umano dei campi di sterminio per sperimentazioni e ricerche cliniche disumane.

Se pur trattandosi di scoperte scientifiche a tutti gli effetti, i metodi utilizzati da quei medici non rispondevano certo a principi deontologicamente corretti, neppure se valutati con un metro relativo all'epoca in cui operavano, per cui tali patologie potrebbero essere chiamati col nome della malattia, omettendo il nome dello scopritore che non merita certo per questo fama e immortalità nel mondo scientifico moderno. Tra queste malattie ricordiamo la splenomegalia congestizia da trombosi della vena splenica, la artrite reattiva, la vasculite granulomatosa del polmone ed altre più rare. Il richiamo al nome dello scopritore non sembra davvero indispensabile per una buona pratica della medicina da parte dei medici, né tanto meno per ricevere cure adeguate per i pazienti.

 

14 gennaio 2008

L'atleta disabile Oscar Pistorius escluso dalle Olimpiadi di Pechino 2008

La Federazione internazionale di atletica dopo aver preso atto delle conclusioni a cui è pervenuto il professor Peter Bruggemann di Colonia, uno dei maggiori esperti al mondo di biomeccanica applicata all’atletica, incaricato di valutare con appositi test la performance del quattrocentista sudafricano, ha deciso di negare la sua partecipazione ufficiale alle gare di atletica con i normodotati.  Il giovane atleta, nato con una malformazione bilaterale, la agenesia tibiale, corre provvisto di due molle in fibra di carbonio fissate alle ginocchia, con le quale secondo il docente di biomeccanica, potrebbe essere notevolmente avvantaggiato rispetto agli altri partecipanti.

Ad ogni appoggio infatti le protesi in carbonio restituiscono gran parte dell'energia rendendola disponibile per il passo successivo, proprio come avverrebbe con una molla, mentre un arto naturale assorbe una parte di questa energia per gli inevitabili attriti interni. Ne deriverebbe pertanto un notevole vantaggio in termini di impegno energetico e di fatica rispetto agli altri atleti.

Sotto il profilo tecnico le osservazioni della Federazione sembrano ineccepibili, ma sotto il profilo umano Pistorius, che annuncia ricorso alla decisione, con la sua determinazione e la voglia di vivere, ha già vinto la sua particolare battaglia contro il destino, in nome di tutte le persone più sfortunate. Nel caso venisse portata avanti questa decisione, considerando quelle particolari protesi un reale aiuto tecnico in violazione del regolamento, sarebbe ancora più inopportuna la sua partecipazione alle gare delle paraolimpiadi, col risultato che a Pistorius verrebbe negato in assoluto il diritto a partecipare a qualsiasi manifestazione olimpica.

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